Discutere di paleoastronautica su Internet (parte terza)

Nella prima parte, ho già raccontato la mia esperienza di discussioni, presso un gruppo Facebook dedicato, riguardanti la paleoastronautica e dell’incapacità o della mancanza di volontà di argomentare da parte dei fan più sfegatati, che spero rappresentino una minoranza rumorosa a fronte di una maggioranza moderata e silenziosa.

Nel frattempo ho esordito su YouTube prima con un’intervista presso il canale YouTube “Da grande voglio fare il Buddha” e poi con un mio video a parte sul mio stesso canale, in cui ho mostrato le gravi falle metodologiche della teoria paleoastronautica, in particolare per come è presentata da un autore italiano contemporaneo.

E si sa che su YouTube i cosiddetti haters si scatenano. Non hanno tardato, infatti, ad arrivare i primi commenti inferociti, di cui presento solo qualche esempio a scopo illustrativo.

Gli odiatori occasionali

Gente che arriva, insulta e se ne va.

Luca Giannelli copy

Ciliegina sulla torta è la bandiera della pace.


Casi particolari

  1. I due simpatizzanti. Due persone che prima mi hanno tacciato di ignoranza in un pdf denigratorio nei miei confronti che hanno messo in giro senza dirmi niente e di cui sono venuto a conoscenza dopo mesi.
  2. Il Sitchiniano. Chi volesse vedere come svii continuamente discorso, può aprire questo filone di commenti, se proprio ci tiene.
  3. Lo YouTuber. Uno che veniva a commentare tutto ossequioso sul mio canale, mentre sul suo mi faceva caricature alle mie spalle, ridendo di me con i suoi compari, tutti coperti da pseudonimi.
  4. L’ossessivo. Una persona che mi ha ripetuto ossessivamente le stesse domande, creando anche profili nuovi.
  5. Il rancoroso. Un fan della paleoastronautica che, coraggiosamente nascosto da pseudonimo, ha sparso per YouTube commenti denigratori nei miei confronti.
  6. L’inqualificabile. L’ennesimo individuo con cui si è rivelato impossibile fare un dialogo sereno.
  7. L’esperto di “semitico”. Uno che millanta conoscenze di ebraico e altre lingue semitiche che mi diffama sul suo forum e che usa varie scuse per rifiutare un confronto in diretta direttamente in ebraico.
  8. Lo “specchio riflesso”. Un fan sfegatato di Mauro Biglino con cui dialogare è “interessante”.
  9. L’ingegnere. Una persona che mi dà l’impressione di essere ossessionata non solo dalla paleoastronautica in sé, ma anche dal sottoscritto, dato che mi bombarda di messaggi.

Riepilogo

Nessuno di questi personaggi si è dimostrato in grado o quantomeno di aver voglia di sostenere un confronto pacato e con argomentazioni oggettive. A volte, si sono create conversazioni surreali, tipo questa:

Marcello Oresta
Non vedo come si faccia a sostenere allo stesso tempo che la paleoastronautica non c’entri nulla con Biglino e anche ad affermare di sapere che quest’ultimo parla di alieni. Comunque magari fossero tutti così tranquilli e tutto sommato aperti al confronto!

Il più delle volte, tuttavia, costoro mostrano solo intenti offensivi e non sembrano distinguere tra un’argomentazione e un attacco alla persona, quando sono messi alle strette con domande precise, o con risposte precise alle loro obiezioni, sviano il discorso. A volte hanno anche l’ardire di sostenere di non aver ricevuto risposta, il che fa pensare che o mentano sapendo di mentire o che abbiano proprio una sorta di filtro cognitivo per cui non si rendono conto di avere torto neanche se viene sbattuta loro l’evidenza in faccia.

Vari esempi di questo atteggiamento si possono trovare ad esempio qui o qui, oltre che nelle conversazioni già riportate più in alto.  Si può notare come cambino continuamente discorso e come seguano sempre lo stesso schema: attaccare, ignorare la risposta e poi rintuzzare con un’altra obiezione, ignorare la risposta e poi ritornare alla prima obiezione, come se non si fosse risposto proprio. A quanto pare, dev’essere un comportamento abbastanza diffuso.

Come ormai avevo concluso già in un precedente articolo, scritto prima del mio esordio su YouTube, è del tutto inutile provare a intavolare una discussione. Come si fa ad avere una conversazione normale, se l’interlocutore cambia sempre discorso? Ancora, che senso ha provare a ragionare chi arriva dandoti immediatamente del bugiardo (o peggio) e poi pretende di avere un discorso tranquillo come se niente fosse? Non parliamo poi di chi nega l’evidenza oppure cambia continuamente versione pur di non ammettere di avere torto.

Tra l’altro, tranne rarissimi casi, gli odiatori peggiori si sono presentati con degli pseudonimi e in totale anonimato. Alcuni, pochi, di questi hater hanno nome e foto, ma molti altri preferiscono aggredire o sbeffeggiare nascosti da uno o più pseudonimi.

Conclusioni

Cosa vorrebbe, quindi, dimostrare questo articolo? Innanzitutto, che ora capisco perché diversi professori mi avevano detto di lasciar perdere e di non immischiarmi con certe cose. In effetti, con certe persone non si può proprio ragionare, come devo – ahimè – amaramente ammettere.

Vorrei, tuttavia, mettere a disposizione il tempo e le energie spese in questi mesi per dare un senso a tutto ciò e mostrare innanzitutto di cosa la gente può essere capace pur di non mettersi in discussione.

È comunque avvilente vedere quanto diffusi siano certi atteggiamenti non solo aggressivi verso chi la pensa in modo diverso, ma anche comportamenti arroganti e di totale mancanza di volontà di mettersi in discussione. Non ammettere di essersi sbagliati neanche davanti alle evidenze è tutto l’opposto dell’apertura mentale e dell’onestà intellettuale di cui molti di loro si riempiono la bocca.

Un’altra considerazione è vedere come la pseudostoria funzioni grazie ai falsi dualismi. Molti dei commentatori sono convinti che, dato che la paleoastronautica smonta la religione, uno che smonta la paleoastronautica dev’essere per forza un religioso, da cui l’inistenza a darmi del teologo. Non che ci trovi qualcosa di male, ma il fatto è che non ho mai motivato nessuna delle mie posizioni tramite argomentazioni di fede, anzi ho esplicitamente detto che non ho mai aperto un libro di teologia in vita mia e che ho scelto un corso di laurea orientato allo studio critico delle religioni. Evidentemente costoro pensano che lo studio critico della Bibbia l’abbia inventato Biglino, ignorando che esiste invece da ormai diversi secoli. Inoltre, come ho già detto, la pseudostoria, presentandosi sempre come un’alternativa “vera” e “autentica” alla storia che lei stessa definisce “ufficiale”, rende quest’ultima un nemico immaginario, uno spauracchio. Per cui, chiunque critichi la pseudostoria, mostrandone le falle oggettive, viene preso automaticamente per difensore di chissà quale sistema oppressivo. Tra l’altro, l’inesistenza o la totale inadeguatezza di tale presunto sistema è facilmente dimostrabile col fatto che queste teorie “alternative” proliferano molto di più di quelle cosiddette “ufficiali”. Quindi o queste teorie non sono per niente scomode al presunto sistema, o quest’ultimo non funziona per niente, ed è quindi come se non ci fosse, oppure non esiste. I libri che dicono di andare contro il sistema sono smentiti dalla loro stessa esistenza.

Soprattutto, questi commenti dimostrano come credere alla paleoastronautica (come alle altre pseudoscienze) sembri essere una questione prima di tutto emotiva e irrazionale, paragonabile più a quella della fede cieca. Centinaia di commenti che sono spinti da diverse pulsioni, tra cui quella di prevaricare o di dimostrare a tutti i costi di saperne di più, non sono, per forza di cose, commenti ragionati. Viene anche da chiedersi che vita debba condurre qualcuno, da inveire contro uno sconosciuto che si è permesso di esprimere una sua opinione, magari motivandola. Non ho i mezzi per poter rispondere con certezza a questa domanda, fatto sta che aggredire qualcuno non mi pare l’atteggiamento di una persona felice, realizzata e in pace con sé stessa. Certi autori fomentano questo disagio, creando degli spauracchi e dei capri espiatori su cui poi tutta questa rabbia viene riversata.

Inoltre, ho osservato costantemente il fenomeno psicologico della proiezione, cioè dell’attribuire agli altri i propri aspetti negativi che non si vogliono riconoscere. Esempio più evidente sono quelli che attaccano dicendo che io attaccherei Biglino o che lo perseguiterei. E poi sono invece loro i primi a contattarmi in privato, a insultarmi, a perseguitarmi chiedendomi l'”amicizia” con falsi profili, e così via. Oppure quelli che dicono che gli accademici sono chiusi mentalmente sono i primi a non mettersi in discussione neanche con l’evidenza contraria davanti. Quindi quando mi chiedono quale sarebbe il motivo occulto della mia divulgazione, mi chiedo io quale sia il loro motivo occulto che li spinge a insultare uno sconosciuto su Internet e prendere le difese di uno di cui spesso non si conosce neanche bene il pensiero.

Tra parentesi, non ho mai visto nessuno insultare Biglino in termini neanche lontanamente simili a quelli che ho riportato all’inizio di questo articolo. Quindi quelli che sostengono che verso l’autore torinese ci sarebbe solo odio cieco, evidentemente, ancora una volta, non vogliono guardare a una realtà scomoda, cioè che tra le loro fila c’è un bel po’ di gente che non ragiona in modo lucido.

Comunque, considero questi commenti un’occasione per vedere un’altra realtà che non conoscevo. Evidentemente non tutti condividono il mio stesso desiderio che avevo da ragazzino di sentire un’opinione diversa su certi temi e che è il motivo che mi spinge a fare questo tipo di divulgazione.

Ma d’altronde, è giusto lasciar perdere gli odiatori, che in fin dei conti mi fanno solo un favore, e rivolgersi soltanto a chi invece vuole ascoltare un parere e poi farsi la propria opinione e magari confrontarsi pacificamente. È più che giusto continuare a rivolgersi a chi ha mostrato, e per fortuna è la schiacciante maggioranza, di apprezzare questo sforzo.

15 risposte a "Discutere di paleoastronautica su Internet (parte terza)"

Add yours

  1. Gent. Prof. Cuscito,
    Innanzitutto le faccio gli auguri di un sereno e proficuo anno 2020. Condivido quello che lei stesso ha detto: il mio interesse è parlare seriamente di storia e non di “fantastoria”. Tenga duro nei confronti degli attacchi di chi si rivela per ciò che è: un “nulla”. Le sono vicino e molto interessato sulle sue pubblicazioni in rete. Ogni tanto vado sul suo sito a “schiarirmi le idee”. Anzi, semmai volesse scrivere un libro, cosa che mi auguro, sappia che io sarei il primo ad acquistarlo.
    Con stima

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    1. Grazie e buon anno anche a lei. Sul libro ci sto lavorando nei ritagli di tempo. Per cortesia, però, non mi chiami “professore” finché non avrò l’abilitazione. Non solo non è corretto, ma poi non voglio fornire materiale ai detrattori, che potrebbero dire che millanto titoli.

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      1. Ha ragione. È una giusta forma di “prudenza” per non dare adito a critiche, sebbene io valuti la serietà del suo lavoro a prescindere da titoli e attestati. Arrivederci

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  2. Il tuo problema è che ti vanti dei tuoi studi e dai del stupido a gli altri in più continui a ripetere che il metodo di beglini è sbagliato,stessa cosa possiamo dire delle tue interviste, perché come hai studiato tu lo ha fatto anche lui,avrei tanto da criticarti e anche di più quanto tu hai fatto nel tuo video.Ce qualcuno che ha scritto in un suo libro “se dite che gli alieni non esistono possiamo dire anche di dio la stessa cosa,abbiamo le stesse prove.
    E non mi serve Beglini e ne te con tutti i tuoi studi per vedere come va il mondo e la realtà di tutti i giorni.
    Io che sto morendo di fame e non avere da dare da mangiare a mio figlio,e vedere papa con le sue belle parole intanto predica bene e raziona male ricco da far schifo sempre su le nostre spalle,be non mi serve i tuoi cazzo di studi per vedere.

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    1. Mi mostri un solo punto in cui mi sono vantato e un solo punto in cui abbia dato dello (non del) stupido a qualcuno. No, come ho studiato io non ha studiato anche lui. Lui dichiara di aver preso 20-25 lezioni e qualche mese da autodidatta, io l’ho studiato per cinque anni all’università. Lui è riuscito a fare undici errori copiando due versetti, io lo parlo fluentemente. Non vedo cosa c’entri il Papa e comunque se lei non ha di che nutrire lei e suo figlio, mi dispiace molto, ma non vedo perché debba prendersela con me. Non è certo colpa mia, io neanche la conosco.

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