Discutere di paleoastronautica su Internet (parte terza)

Nella prima parte, ho già raccontato la mia esperienza di discussioni, presso un gruppo Facebook dedicato, riguardanti la paleoastronautica e dell’incapacità o della mancanza di volontà di argomentare da parte dei fan più sfegatati, che spero rappresentino una minoranza rumorosa a fronte di una maggioranza moderata e silenziosa.

Nel frattempo ho esordito su YouTube prima con un’intervista presso il canale YouTube “Da grande voglio fare il Buddha” e poi con un mio video a parte sul mio stesso canale, in cui ho mostrato le gravi falle metodologiche della teoria paleoastronautica, in particolare per come è presentata da un autore italiano contemporaneo.

E si sa che su YouTube i cosiddetti haters si scatenano. Non hanno tardato, infatti, ad arrivare i primi commenti inferociti, di cui presento solo qualche esempio a scopo illustrativo.

Gli odiatori seriali

Ecco una breve carrellata di gente che è capace solo di insultare, prima di passare poi a singoli casi particolari.

Il coraggioso e geniale youtuber

Uno di quelli che mi hanno lasciato più perplesso è il gestore (o i gestori, dato che chiunque vi sia dietro si cela coraggiosamente dietro l’anonimato) di un canale YouTube che ha realizzato dei video di caricatura a me e al frontman di “Da grande voglio fare il Buddha”, di cui riporto parte di un fotogramma:

Boomer humour

Il che di per sé non sarebbe un problema. Il problema è che, mentre veniva a commentare nel mio canale come se niente fosse, facendomi delle domande cortesi, dandomi del “lei”, poi sul suo canale, sotto il video in cui mi faceva la caricatura, rivolgeva contro la mia persona epiteti poco lunsinghieri ridendo alle mie spalle.

L’anonimo youtuber mostra quindi uno spirito critico e una capacità di argomentazione pari al suo coraggio e alla sua integrità. E non è finita qui, perché ha mostrato anche delle non invidiabili capacità deduttive, nel momento in cui se n’è uscito con questa perla (ora cancellata) sotto a un video in cui parlo del metodo di ricerca nella storia:

Blade

Nel video, che dura meno di un quarto d’ora e che a diversi commentatori è risultato particolarmente chiaro, dico non una, ma ben due volte che un grande storico (che mi spiace sia menzionato in questi squallidi contesti) ha dato un nome al modo di procedere degli storici, che ha notato essere molto simile a quello dei medici e degli investigatori. Mentre, infatti, nelle scienze cosiddette “esatte”, vi è il metodo sperimentale galileiano ben codificato, la cui ideazione e messa in pratica ha comportato la nascita della scienza moderna, gli storici moderni hanno usato per secoli dei metodi e delle pratiche senza dar loro un nome preciso. Rimando al video per i chiarimenti sulle similitudini tra i tre campi di ricerca (storica, medica e forense) e mi limito a ribadire che ho ripetuto per ben due volte che il merito di Ginzburg è stato quello di dare un nome a una prassi già esistente da secoli e ormai ben consolidata.

Bene, non so come abbia fatto, ma il nostro anonimo youtuber è riuscito a capire che io avrei detto che lo storico avrebbe inventato questo metodo, applicandolo peraltro solo alla storia dell’arte. Leggere quel commento mi ha fatto cascare le braccia. Resta per me un mistero come abbia fatto a capire delle cose che non ho detto affatto.

Infine, ciliegina sulla torta, con costui si era anche giunti a un accordo, per cui io avrei eliminato una discussione nel mio canale (cosa che poi ho fatto) e lui avrebbe eliminato le caricature. Invece le ha solo rese private per un po’ e ora sono di nuovo online, anche se non indicizzate. Il che non è esattamente eliminarle, come invece aveva promesso.

Quindi questa persona, che quando è con i suoi amici sul suo canale si fa superiore agli altri, ha mostrato con i suoi comportamenti delle capacità di comprensione, di argomentazione e di spirito critico pari al suo coraggio e al suo onore. Ma d’altronde non potevo aspettarmi che mantenesse la parola uno che ha avuto la doppiezza di insultarmi e ridere alle mie spalle e poi venire nel mio canale da persona innocente e interessata al dialogo.

Insomma, comportamenti che denotano doti intellettuali pari a quelle umane.

Il quasi anonimo utente Facebook

Prima occorre una premessa. Due individui hanno messo in giro un pdf in cui sostengono che nell’Ebraismo sarebbe non solo tollerata, ma anche incoraggiata la pedofilia. In tale documento, diffuso su vari gruppi e pagine Facebook, mi tacciavano di ignoranza in materia di ebraismo. A questo documento ho già risposto a suo tempo. Nel frattempo, uno dei due ha avuto la faccia tosta di commentare nel mio canale YouTube, come se niente fosse, per promuovere un suo pdf contro Biglino; successivamente l’altro è venuto in pace (a detta sua) nel mio canale YouTube. Nonstante non si fosse scusato minimamente, ho accettato l’offerta di pace, perché sosteneva di non voler più avere a che fare con il suo socio. Sembrava tutto tranquillo, ma poi l’altro giorno sono stato sorpreso da questo post apparso sulla mia pagina Facebook pubblica. Appena gli ho chiesto chi dei due si nascondesse dietro questo pseudonimo, il post è sparito. Non mi è dato sapere se fosse uno o l’altro, o magari nessuno dei due. Fatto sta che, evidentemente, hanno ripreso a collaborare.

Di Benedetto
Facebook impostato in lingua ebraica che, come si sa, si legge da destra a sinistra, per cui risulta tutto ribaltato, tranne il carattere per la freccia che è rimasto uguale. Per questo motivo, sembra che sia stato io a condividerlo sulla sua bacheca, quando invece è vero l’opposto.

Tra l’altro, “ignorante”, non lo considero neanche un insulto: dato che nessuno è onnisciente, siamo tutti, per definizione, ignoranti, nel senso che ci sarà sempre qualcosa che non sappiamo. Un ricercatore sa benissimo di essere ignorante e di non sapere tutto, altrimenti cosa ricercherebbe a fare?

È l’altro epiteto che mi lascia perplesso, dopo che entrambi erano venuti anche a commentare sotto al mio canale, uno dei due dicendo anche che veniva in pace. Ovviamente anche quei commenti mi risultano scomparsi e mi chiedo solo se chi è venuto a insultarmi sia o no lo stesso che mi aveva detto di venire in pace.

Lo stalker

Un altro personaggio è intervenuto di recente, con l’intento inutilmente polemico di voler dimostrare a tutti i costi che io voglia difendere una chissà quale posizione religiosa. Chi fosse curioso di leggere una lunga, noiosa e inutile conversazione, può farlo qui. Perché “stalker”? Perché costui è andato sul sito dell’Università degli Studi di Padova a cercare la descrizione e le finalità del corso di laurea in Scienze delle Religioni, che ho frequentato e in cui ho conseguito la laurea. Dove sta lo stalking? Nel fatto che nel video sotto cui commentava ho detto, sì, che mi sono laureato in Scienze delle Religioni, ma non ho mai detto dove, il che vuol dire che costui ha perso del tempo a cercare il mio curriculum. Non che ci voglia molto, essendo pubblico, ma ciò vuol dire che comunque si è messo lì a cercare di trovare qualche falla o presunta tale nel mio passato, in modo da invalidare ciò che dico.

Tra l’altro, comunque sarebbe stata un’operazione inutile, dato che i miei argomenti restano validi, al di là se io sia laureato in questa o quella facoltà o se sia un totale analfabeta.

Stalker - Vaffa

Tra l’altro, ci ha messo parecchio ad andarsene davvero, anche molto tempo dopo aver detto di chiudere definitivamente. Comunque, non mi capacito del fatto che pretendesse una risposta seria dopo essere entrato a gamba tesa dandomi immediatamente del bugiardo, provando continuamente a provocare e non ammettendo mai di essersi sbagliato, neanche davanti all’evidenza. Se avesse chiesto in modo civile, forse avrei pure risposto. Forse.

Tra l’altro, anche se nega di essere uno stalker, mesi prima (Febbraio 2019) mi giunse una richiesta di amicizia da un profilo femminile il cui nome era molto simile a uno degli pseudonimi che costui, nei commenti su YouTube, ammette di usare.

Il predicatore dell’umiltà

Su costui ho già speso abbastanza parole. Mai vista così tanta boria e una così totale mancanza di autocritica, per cui merita comunque una menzione speciale.

Chi volesse vedere come svii continuamente discorso, può aprire questo filone di commenti, se proprio ci tiene.

Il bugiardo

Questo personaggio mi ha particolarmente sorpreso per la sfacciataggine. Ha mentito spudoratamente, dicendo che un dizionario di ebraico sosterrebbe che ruaḥ significhi “oggetto molto pesante”, dimostrando tra l’altro di non conoscere neanche le pseudotraduzioni di Biglino, che attribuiscono quel significato a kavod. La parte più divertente (o più squallida) è stata quando ha provato a vantarsi di possedere questo costoso dizionario, denigrando i suoi interlocutori perché non possono permetterselo. In realtà uno di loro lo ha consultato e ha pubblicato le foto delle pagine che mostrano che il tizio in questione si era, ovviamente, inventato tutto.

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Per la cronaca, queste sono le prove che l’anonimo provocatore si era inventato tutto:

Il tizio poi è tornato all’attacco sotto un video del canale YouTube WannaBeBuddha, riconoscendo senza farsi troppi problemi di aver mentito volutamente. Quando gli ho chiesto più volte se si rende conto che, così facendo, non fa altro che danneggiare colui che vorrebbe difendere, ha sempre sviato:

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Quando non hanno argomenti, la buttano sempre sul personale e accusano in modo del tutto gratuito l’interlocutore di essere saccente.

Il passivo-aggressivo

Come si può vedere nei commenti sotto il mio video “Alieni nella Bibbia?”, costui non solo si esprime con più aggettivi in modo da provare rincarare la dose,altar964-1 ma cerca costantemente di insultarmi in modo neanche troppo velato, anche sotto video di altri canali YouTube, come in questo caso:

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Sotto il video di Mr Marra con Entropy for Life su Biglino.
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Nel canale AteoTube, sotto uno dei video sulla paleoastronautica.

altar964 2

Salvo poi commentare, sotto uno dei miei ultimi video:

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La cosa più divertente è che ogni tanto torna a commentare sotto video vecchi ormai di mesi, in particolare sotto dei commenti che contengono complimenti nei miei confronti. Cioè a costui sembra che non vada giù che qualcuno possa apprezzare il mio lavoro e non sembra perdere occasione di denigrarmi, persino sotto altri canali in cui io non c’entro niente.

Come se non bastasse, poi torna nel mio canale, credendo di prendermi in giro con finti complimenti.

L’inqualificabile

Dopo aver scritto questo post, è arrivato uno che praticamente riassume in sé tutti quelli che ho appena descritto, che quindi è difficile far rientrare in una sola categoria.

La premessa è che ero temporaneamente rientrato in un gruppo di discussione sulla paleoastronautica per recuperare alcuni vecchi post che avevo scritto ormai anni fa, quando ancora credevo avesse un senso discutere (e ne avevo il tempo).

Ho avuto subito a che fare con un tizio che non fa che ripetere come un disco rotto che siamo tutti, accademici compresi, accaniti contro Biglino, lo insultiamo, ecc. ecc.

Asma4

Ha citato qui il solito Jeff Benner, di cui ho parlato più sopra in questo post, quindi cita l’opinione di uno sconosciuto senza formazione per contestare un dizionario di ebraico di cui ho riportato quanto scritto sotto la voce kavod.

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Quindi, se non discuto, dice che sono un accademico che si arrocca. Se discuto, allora dice che mi accanisco. Mi fa le domande (provocatorie) e poi mi dice di non discutere con lui. Non c’è logica in tutto ciò, se non la volontà di trovare a tutti i costi un appiglio per denigrare l’interlocutore.

Dopo avermi detto di non discutere con lui, coerentemente mi ha poi contattato in privato provando a fare lo splendido riportandomi un brano che secondo lui mi avrebbe smontato, quando invece gli dà torto marcio, mostrando di aver capito tutto l’opposto di ciò che c’è scritto nel brano che lui stesso ha riportato:Asma

Se mi avesse dato ascolto quando gli chiedevo di lasciarmi perdere, si sarebbe evitato anche quest’altra figuraccia:Asma7

Che esistano diversi livelli di interpretazione dovrebbe dirlo al suo Beneamato, colui che vende i suoi libri facendo leva sulla sua presunta traduzione “letterale”. È lui che vuole appiattire tutto al senso letterale, quindi è a lui che bisognerebbe chiedere come concilia la sua idea dell’iperletteralità (presunta) con il sistema esegetico del Pardes. Venire a chiederla a me è sfondare una porta aperta. È il suo paladino che non la nomina nemmeno e quindi la ignora del tutto, o nel senso che non la conosce nel senso che evita apposta di parlarne. Chieda piuttosto a lui perché non nomina mai il Pardes, che peraltro non ha mai nominato gli alieni, quindi non si capisce neanche perché dovrebbe essere una cosa scomoda che gli ebraisti non dovrebbero nominare.

Quindi è stata un’altra “obiezione” che gli si ritorce contro che mostra scarsa volontà di ragionare in modo logico e distaccato. Tra l’altro, già il fatto che voglia usare la Bibbia come resocondo nudo e crudo di fatti storici mostra un atteggiamento tipico dei fondamentalisti religiosi, che peraltro è in aperta contraddizione con la questione, che lui stesso ha tirato in ballo, del Pardes e dei livelli di interpretazione.

Che poi sia uno che umilmente cerca di capire è palesemente falso, perché le sue posizioni mostra di averle già prese:

Asma5

Ha già deciso che gli accademici abbiano delle striminzite “verità assolute”, quando invece non ho MAI e dico MAI letto niente del genere in un testo accademico, e sì che ne leggo (e scrivo) praticamente tutti i giorni ormai da anni. Piuttosto è Biglino a dire di avere la verità e che il suo metodo sarebbe l’unico intellettualmente onesto (come ho già mostrato al punto 1 di questo post).

Asma Bondesan

Eccolo che ride sotto la bacheca di uno (lo stalker di cui ho parlato sopra), che mostra delle grandi capacità argomentative unite a una fine abilità oratoria, oltre che un’attenzione e una cura per i dettagli fuori dal comune. Tant’è che, su tre cose che dice di me, non ne azzecca neanche una: non sono né professore, né barese, né teologo. Evidentemente, l’aver detto chiaramente all’inizio di un video che non sono un teologo e non ho mai aperto un libro di teologia in vita mia non è bastato.  E non è l’unico, tra l’altro:

sil undici - teologia

Non ho nessuna cattedra, mai detto di averla, anzi ho detto il contrario, ma niente, informate il Miur che Internet ha decretato a gran voce che sono un professore di teologia. Tralasciamo poi l’idiozia sul fatto che scrivere libri contenenti falsità comporterebbe cause legali (diffamazione a parte, ma non è questo il caso).

Questo dimostra che questa gente che è venuta da me cercando di difendere chissà cosa tende a vivere in un mondo tutto suo e di capire spesso l’esatto contrario di ciò che trova scritto o gli viene detto. Liverani dice che gli egizi, come gli ebrei, usavano il plurale per riferirsi al faraone (singolare)? Per il tizio qui sopra è una prova che “elohim” indica un plurale di dèi. Dico che non ho mai aperto un libro di teologia in vita mia e ripeto continuamente che non sono professore ma ricercatore? Niente, per costoro sono un professore di teologia.

Il corteggiatore

Ciliegina sulla torta è la bandiera della pace.

L’ha presa bene:

L’ossessivo

Facebook User - Ossessivo

Dal Giugno 2020, sto ricevendo una serie di email, messaggi privati, commenti su YouTube da una serie di persone che mi pongono ossessivamente domande riguardo all’attendibilità dei libri accademici e non accademici. Al primo, avevo anche cominciato a rispondere tranquillamente. Poi ha cominciato a rispondere con un numero di messaggi eccessivo: se non rispondevo entro tot minuti, cominciava a ripetermi le domande in modo ossessivo. Purtroppo per lui, per quanto ci tenga a dare la mia disponibilità verso chi ha dei dubbi sinceri, non ho il tempo, né la voglia, di stare dietro a uno che continua a girare in modo ossessivo intorno sempre alla stessa questione.

La cosa inquietante è che, dopo che ho smesso di rispondere a costui che continuava a bombardarmi di messaggi nonostante gli avessi chiesto gentilmente di ridurne la frequenza, ho cominciato a ricevere domande sempre sullo stesso tema da parte di diversi account, su Facebook e Youtube, quasi tutti creati proprio nel momento in cui aveva cominciato a scrivermi il primo. I vari account, tra cui quello originale, non sembrano avere contatti, quindi viene il sospetto (anche se non la certezza) che siano stati creati apposta dalla stessa persona.

Il motivo di tale accanimento mi sfugge, ma l’impressione che ho avuto dalle sue ripetute domande è che lui si aspetti che io dica che gli autodidatti non valgono nulla, mentre i lavori accademici sono buoni solo in quanto tali. Non lo dirò mai, perché non lo penso neanche lontanamente. Gli ho sempre e solo risposto che tutto ciò che conta sulla validità di un lavoro è il metodo che questo usa e la quantità e qualità di prove che adduce a supporto. Purtroppo questa risposta non gli va bene e quindi ho l’impressione che faccia di tutto per farmi dire quello che crede che io pensi.

Purtroppo questa volta non posso presentare prove di quanto dico, in quanto le discussioni sono conversazioni private, per cui non so se sia legale presentare qui gli screenshot delle conversazioni avvenute. Dico solo che anche quando ho risposto pubblicamente, delle conversazioni sono poi sparite, salvo poi riapparire con un altro account che faceva le stesse domande e che ho provveduto a bloccare. Inoltre, trovo significativo che uno di questi account sia stato bloccato da Facebook stesso, in quanto non verificato.

Ora non conosco le motivazioni reali, cioè se sia un disturbo ossessivo compulsivo oppure deliberata voglia di dare fastidio oppure altri motivi che mi sfuggono, fatto sta che ho diversi motivi di sospettare che dietro questi account ci sia sempre la stessa persona. Non rivelerò gli indizi, per evitare che poi costui prenda delle contromisure, quindi riporto questa testimonianza non tanto come prova o dimostrazione di chissà che, ma come una testimonianza per dire che a un divulgatore può succedere anche questo, cosa che francamente non mi sarei mai aspettato.

Lascio quindi un messaggio al presunto stalker: no, non ho mai pensato, né tantomeno mai sostenuto, che la pseudostoria sia tale per una sorta di elitismo degli storici veri, ma semplicemente perché tutti gli pseudostorici che ho letto hanno commesso errori che invalidano tutte le loro teorie. La situazione presentata nei vari messaggi con cui mi importuna è così ipotetica che, non avendo la sfera di cristallo, non so dire come potrebbe andare a finire se si verificasse sul serio.

Riepilogo

Nessuno di questi personaggi si è dimostrato in grado o quantomeno di aver voglia di sostenere un confronto pacato e con argomentazioni oggettive. A volte, si sono create conversazioni surreali, tipo questa:

Marcello Oresta
Non vedo come si faccia a sostenere allo stesso tempo che la paleoastronautica non c’entri nulla con Biglino e anche ad affermare di sapere che quest’ultimo parla di alieni. Comunque magari fossero tutti così tranquilli e tutto sommato aperti al confronto!

Il più delle volte, tuttavia, costoro mostrano solo intenti offensivi e non sembrano distinguere tra un’argomentazione e un attacco alla persona, quando sono messi alle strette con domande precise, o con risposte precise alle loro obiezioni, sviano il discorso. A volte hanno anche l’ardire di sostenere di non aver ricevuto risposta, il che fa pensare che o mentano sapendo di mentire o che abbiano proprio una sorta di filtro cognitivo per cui non si rendono conto di avere torto neanche se viene sbattuta loro l’evidenza in faccia.

Vari esempi di questo atteggiamento si possono trovare ad esempio qui o qui, oltre che nelle conversazioni già riportate più in alto.  Si può notare come cambino continuamente discorso e come seguano sempre lo stesso schema: attaccare, ignorare la risposta e poi rintuzzare con un’altra obiezione, ignorare la risposta e poi ritornare alla prima obiezione, come se non si fosse risposto proprio. A quanto pare, dev’essere un comportamento abbastanza diffuso.

Come ormai avevo concluso già in un precedente articolo, scritto prima del mio esordio su YouTube, è del tutto inutile provare a intavolare una discussione. Come si fa ad avere una conversazione normale, se l’interlocutore cambia sempre discorso? Ancora, che senso ha provare a ragionare chi arriva dandoti immediatamente del bugiardo (o peggio) e poi pretende di avere un discorso tranquillo come se niente fosse? Non parliamo poi di chi nega l’evidenza oppure cambia continuamente versione pur di non ammettere di avere torto.

Tra l’altro, tranne rarissimi casi, gli odiatori peggiori si sono presentati con degli pseudonimi e in totale anonimato. Alcuni, pochi, di questi hater hanno nome e foto, ma molti altri preferiscono aggredire o sbeffeggiare nascosti da uno o più pseudonimi.

Conclusioni

Cosa vorrebbe, quindi, dimostrare questo articolo? Innanzitutto, che ora capisco perché diversi professori mi avevano detto di lasciar perdere e di non immischiarmi con certe cose. In effetti, con certe persone non si può proprio ragionare, come devo – ahimè – amaramente ammettere.

Vorrei, tuttavia, mettere a disposizione il tempo e le energie spese in questi mesi per dare un senso a tutto ciò e mostrare innanzitutto di cosa la gente può essere capace pur di non mettersi in discussione.

È comunque avvilente vedere quanto diffusi siano certi atteggiamenti non solo aggressivi verso chi la pensa in modo diverso, ma anche comportamenti arroganti e di totale mancanza di volontà di mettersi in discussione. Non ammettere di essersi sbagliati neanche davanti alle evidenze è tutto l’opposto dell’apertura mentale e dell’onestà intellettuale di cui molti di loro si riempiono la bocca.

Un’altra considerazione è vedere come la pseudostoria funzioni grazie ai falsi dualismi. Molti dei commentatori sono convinti che, dato che la paleoastronautica smonta la religione, uno che smonta la paleoastronautica dev’essere per forza un religioso, da cui l’inistenza a darmi del teologo. Non che ci trovi qualcosa di male, ma il fatto è che non ho mai motivato nessuna delle mie posizioni tramite argomentazioni di fede, anzi ho esplicitamente detto che non ho mai aperto un libro di teologia in vita mia e che ho scelto un corso di laurea orientato allo studio critico delle religioni. Evidentemente costoro pensano che lo studio critico della Bibbia l’abbia inventato Biglino, ignorando che esiste invece da ormai diversi secoli. Inoltre, come ho già detto, la pseudostoria, presentandosi sempre come un’alternativa “vera” e “autentica” alla storia che lei stessa definisce “ufficiale”, rende quest’ultima un nemico immaginario, uno spauracchio. Per cui, chiunque critichi la pseudostoria, mostrandone le falle oggettive, viene preso automaticamente per difensore di chissà quale sistema oppressivo. Tra l’altro, l’inesistenza o la totale inadeguatezza di tale presunto sistema è facilmente dimostrabile col fatto che queste teorie “alternative” proliferano molto di più di quelle cosiddette “ufficiali”. Quindi o queste teorie non sono per niente scomode al presunto sistema, o quest’ultimo non funziona per niente, ed è quindi come se non ci fosse, oppure non esiste. I libri che dicono di andare contro il sistema sono smentiti dalla loro stessa esistenza.

Soprattutto, questi commenti dimostrano come credere alla paleoastronautica (come alle altre pseudoscienze) sembri essere una questione prima di tutto emotiva e irrazionale, paragonabile più a quella della fede cieca. Centinaia di commenti che sono spinti da diverse pulsioni, tra cui quella di prevaricare o di dimostrare a tutti i costi di saperne di più, non sono, per forza di cose, commenti ragionati. Viene anche da chiedersi che vita debba condurre qualcuno, da inveire contro uno sconosciuto che si è permesso di esprimere una sua opinione, magari motivandola. Non ho i mezzi per poter rispondere con certezza a questa domanda, fatto sta che aggredire qualcuno non mi pare l’atteggiamento di una persona felice, realizzata e in pace con sé stessa. Certi autori fomentano questo disagio, creando degli spauracchi e dei capri espiatori su cui poi tutta questa rabbia viene riversata.

Inoltre, ho osservato costantemente il fenomeno psicologico della proiezione, cioè dell’attribuire agli altri i propri aspetti negativi che non si vogliono riconoscere. Esempio più evidente sono quelli che attaccano dicendo che io attaccherei Biglino o che lo perseguiterei. E poi sono invece loro i primi a contattarmi in privato, a insultarmi, a perseguitarmi chiedendomi l'”amicizia” con falsi profili, e così via. Oppure quelli che dicono che gli accademici sono chiusi mentalmente sono i primi a non mettersi in discussione neanche con l’evidenza contraria davanti. Quindi quando mi chiedono quale sarebbe il motivo occulto della mia divulgazione, mi chiedo io quale sia il loro motivo occulto che li spinge a insultare uno sconosciuto su Internet e prendere le difese di uno di cui spesso non si conosce neanche bene il pensiero.

Tra parentesi, non ho mai visto nessuno insultare Biglino in termini neanche lontanamente simili a quelli che ho riportato all’inizio di questo articolo. Quindi quelli che sostengono che verso l’autore torinese ci sarebbe solo odio cieco, evidentemente, ancora una volta, non vogliono guardare a una realtà scomoda, cioè che tra le loro fila c’è un bel po’ di gente che non ragiona in modo lucido.

Comunque, considero questi commenti un’occasione per vedere un’altra realtà che non conoscevo. Evidentemente non tutti condividono il mio stesso desiderio che avevo da ragazzino di sentire un’opinione diversa su certi temi e che è il motivo che mi spinge a fare questo tipo di divulgazione.

Ma d’altronde, è giusto lasciar perdere gli odiatori, che in fin dei conti mi fanno solo un favore, e rivolgersi soltanto a chi invece vuole ascoltare un parere e poi farsi la propria opinione e magari confrontarsi pacificamente. È più che giusto continuare a rivolgersi a chi ha mostrato, e per fortuna è la schiacciante maggioranza, di apprezzare questo sforzo.

4 risposte a "Discutere di paleoastronautica su Internet (parte terza)"

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  1. Gent. Prof. Cuscito,
    Innanzitutto le faccio gli auguri di un sereno e proficuo anno 2020. Condivido quello che lei stesso ha detto: il mio interesse è parlare seriamente di storia e non di “fantastoria”. Tenga duro nei confronti degli attacchi di chi si rivela per ciò che è: un “nulla”. Le sono vicino e molto interessato sulle sue pubblicazioni in rete. Ogni tanto vado sul suo sito a “schiarirmi le idee”. Anzi, semmai volesse scrivere un libro, cosa che mi auguro, sappia che io sarei il primo ad acquistarlo.
    Con stima

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    1. Grazie e buon anno anche a lei. Sul libro ci sto lavorando nei ritagli di tempo. Per cortesia, però, non mi chiami “professore” finché non avrò l’abilitazione. Non solo non è corretto, ma poi non voglio fornire materiale ai detrattori, che potrebbero dire che millanto titoli.

      "Mi piace"

      1. Ha ragione. È una giusta forma di “prudenza” per non dare adito a critiche, sebbene io valuti la serietà del suo lavoro a prescindere da titoli e attestati. Arrivederci

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