10. “Pensi di avere la verità”

Non ho mai detto, né nessun accademico che conosco ne ha mai avuto la pretesa, di avere la Verità.

Piuttosto, quando si fa ricerca, come in qualsiasi mestiere, ci sono delle tecniche e dei metodi che sono stati sviluppati nei secoli.

Non ci si può improvvisare ricercatori non avendo la più pallida idea di come funzioni la ricerca storica. Gli storici si basano sulle prove concrete, anche e soprattutto quelle contrarie alle ipotesi di partenza e solo dopo traggono le conclusioni. Non vanno a cercare solo le (presunte) “conferme” ignorando le prove scomode.

Di questo ho già parlato al punto 1, qui vorrei solo rimarcare come la scienza non pretende di avere la Verità in senso assoluto e anzi non esistono neanche una scienza o una storia “ufficiali” come vogliono far credere gli pseudoscienziati e gli pseudostorici. Esistono ipotesi supportate da prove (quindi teorie) e ipotesi che non lo sono, e che quindi sono campate in aria. Parlare di alieni, quindi, è l’equivalente di parlare di gnomi o fate. Questo, ovviamente, fino a prova contraria.

Ma se fino ad allora le “prove” sono pezzi di ferro meteorici spacciati per cubi ricetrasmittenti alieni o brani di testi indiani che parlano di tutt’altro che è spacciato per bomba atomica (si veda sotto “Pauwels & Bergier“), allora gli autori di paleoastronautica dovranno faticare parecchio per guadagnare la credibilità che, per colpa loro e di nessun altro, non hanno.

Inoltre, come ho già detto, la scienza ha da secoli rinunciato alla ricerca della Verità con la V maiuscola e procede per gradi sostenendo una cosa solo avendone le prove e scartando temporaneamente ciò che non è supportato da esse. Se uno afferma una cosa e non ne ha le prove e, soprattutto, se esistono prove del contrario, allora si può avere la certezza che quel tizio si sbaglia. Da qui deriva il fatto che non si può avere la certezza su tutto, ma ciò non vuol dire che non si possa essere sicuri proprio di niente: sulle cose di cui si hanno le prove concrete, infatti, si può avere un certo grado di certezza. So che fa più comodo dire che non si può avere la certezza assoluta e che fa comodo agli autori dire una cosa del genere in modo da poter vendere le proprie teorie (es. «nessuno sa cosa significhi “Elohim”»), ma avere certezze non vuol dire imporle sugli altri. Vuol dire che si impongono da sole, in quanto basate su fatti concreti. Non ci sarà mai nessun “fare finta” che potrà mai superare il fare sul serio basandosi sulle prove.

Piuttosto, rigiro la questione: è proprio il non accorgersi (o fare finta di non accorgersi) che in realtà si sta interpretando ed è proprio il vendere la propria interpretazione come lettura letterale che sono un modo per dire che si ha la verità in tasca.

Quindi, no, non penso di avere la Verità, ma mi accorgo quando qualcuno vuole vendermi un prodotto scadente e vorrei solo avvisare gli altri potenziali acquirenti. Poi ognuno ovviamente spende i suoi soldi come gli pare.


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