I Dogon sono stati in contatto con gli alieni?

Uno dei miti della paleoastronautica è quello secondo cui la popolazione dei Dogon, che si trova nel Mali, sarebbe stata in contatto con extraterrestri, forse provenienti da qualche pianeta orbitante attorno a Sirio. Ciò che sostengono i fautori del paleocontatto, i presunti alieni avrebbero comunicato ai Dogon il fatto che la stella Sirio è in realtà una stella binaria, cioè attorno a quella che si vede a occhio nudo (Sirio A) orbita un’altra stella più piccola (Sirio B), che è visibile solo con un telescopio. Come hanno fatto i Dogon a venire a conoscenza di questo particolare che abbiamo scoperto solo in età recente?

La risposta è: molto probabilmente non lo sapevano. Ancora una volta, la paleoastronautica ha preso solo ciò che le fa comodo, ha frainteso diverse cose e, soprattutto, ha preso per buono ciò che andrebbe invece vagliato in modo critico.

Come mostro nel video, gli autori di paleoastronautica, a partire da Peter Kolosimo in poi, hanno preso per buona l’ipotesi presentata per la prima volta ne Il mistero di Sirio (The Sirius Mystery) di Robert Temple, pubblicato per la prima volta nel 1976 e poi in una seconda edizione nel 1998, anno in cui fu anche tradotto in italiano.

Il saggio di Temple presenta due grossi difetti metodologici: il primo consiste nel creare collegamenti azzardati tra civiltà ed epoche totalmente diverse, il secondo nell’essersi fidato ciecamente della parola del primo etnografo che studiò i Dogon, vale a dire Marcel Griaule (1898-1956).

Dogon nelle loro maschere rituali.

Lo studio di Griaule segnò una nuova epoca nell’antropologia, poiché fu tra i primi, se non il primo in assoluto, ad avvalersi di un informatore che fungesse da intermediario tra lo studioso e il popolo che voleva studiare.

Al di là del merito dell’introduzione di questo metodo (che peraltro non è privo di difetti), lo studio di Griaule presenta diverse criticità che si possono riassumere così:

  • si è affidato a un solo informatore, Ogotemmêli, invece di una rete
  • Ogotemmêli ha cominciato a lavorare con Griaule quindici anni dopo essere stato contattato, per cui ha avuto tutto il tempo per inventarsi una storia coerente
  • nulla di quanto esposto da Griaule nelle sue pubblicazioni ha trovato riscontro negli studi che sono stati compiuti successivamente da altri antropologi
  • diversi concetti che secondo Griaule sarebbero elementi principali della loro religione e della loro mitologia, in realtà non hanno nessuna importanza (es. l’astronomia) o non esistono affatto (es. la volpe pallida, a cui Griaule dedicò un libro)
  • anche alcuni termini che secondo Griaule sarebbero dei Dogon, non si ritrovano affatto nella loro lingua

Per cui si presenta questo problema: è stato Griaule a sbagliare grossolanamente, o forse Ogotemmêli ha inventato tutto e l’unico errore di Griaule è stato quello di fidarsi ciecamente?

C’è inoltre un fenomeno da rilevare, che è ben noto in antropologia: molto spesso gli informatori raccontano all’etnografo quello che secondo loro quest’ultimo vuole sentirsi dire. In altri casi, come è stato documentato presso gli stessi Dogon, gli etnografi non vengono presi sul serio e si raccontano loro storie inventate sul momento spacciandole per tradizioni antiche.

Sta di fatto che, anche prendendo per buono tutto ciò che è stato detto da Ogotemmêli, neanche lui ha mai parlato di extraterrestri. Quelli, come sempre, ce li hanno voluti vedere i paleoastronautici.

Anche perché, sempre prendendo per buono tutto ciò che è stato trasmesso in questo traballante telefono senza fili, questi alieni cosa avrebbero fatto? Sarebbero venuti qui, avrebbero comunicato solo che la stella Sirio ha una compagna e se ne sarebbero andati, senza lasciare nessunissima altra traccia?

Non è forse più semplice pensare che i Dogon abbiano inventato un mito del tutto scorrelato alla presenza di una stella doppia? Tra l’altro, l’incontro con Griaule non è stato il primo intercorso tra i Dogon e gli europei, perché lo stesso Ogotemmêli, quando incontrò Griaule, era già cieco per il malfunzionamento di un fucile. Dato che Sirio B fu scoperta nel 1862 Alvan Graham Clark (1832-1897), non è detto che i Dogon non ne siano venuti a conoscenza prima di Griaule. Fatto sta che non ne sapevano nulla quando sono arrivati altri antropologi, quali W. Van Beek, dopo di lui, che hanno riscontrato molte discrepanze e incongruenze nei resoconti del loro predecessore.

Conclusioni

In conclusione, non è affatto detto che i Dogon conoscessero Sirio come stella doppia. A questo ci si arriva tramite l’interpretazione di un mito raccontato a Griaule da un informatore che non si è rivelato molto affidabile: Griaule ha preso per buono tutto ciò che ha detto Ogotemmêli, Robert Temple ha preso per buono tutto ciò che ha scritto Griaule e i paleoastronautici hanno preso per buono tutto ciò che ha scritto Temple. Che al mercato mio padre comprò.

In conclusione, ancora una volta un’ipotesi paleoastronautica si rivela basata sul nulla (cosmico, verrebbe da aggiungere), e su questo nulla hanno costruito il mistero e hanno offerto la soluzione a un problema inesistente.


Fonti

  • M. Griaule, G. Dieterlen, Le renard pale, Institut d’Ethnologie, Paris 1965.
  • R. Temple, The Sirius Mystery, 1a ed. St. Martin’s Press, New York 1976 (trad. it. Il mistero di Sirio).
  • D. Lettens, Mystagogie et mystification: Evaluation de l’oeuvre de Marcel Griaule, Presses Lavigerie, Bujumbara 1971.
  • I. Ridpath,“Investigating the Sirius Mystery”, The Skeptical Inquirer, Fall 1978, pp. 56-62: https://web.archive.org/web/20030217073018/
    http://www.csicop.org/si/7809/sirius.html.
  • W. E. A. van Beek, R. M. A. Bedaux, S. Preston Blier, J. Bouju, P. I. Crawford, M. Douglas, P. Lane and C. Meillassoux, “Dogon Restudied: A Field Evaluation of the Work of Marcel Griaule”, Current Anthropology, Vol. 32, No. 2 (Apr., 1991), pp. 139-167.
  • L. De Heusch, (1991). “On Griaule on Trial”, Current Anthropology, 32 (4), 434–437.
  • Calame-Griaule, G. (1991), “On the Dogon Restudied”, Current Anthropology, 32 (5), 575–577.
  • Van Beek, W. E. A. (2004), “Haunting Griaule: Experiences from the Restudy of the Dogon”, History in Africa, 31, 43–68.
  • B. R. Ortiz de Montellano, The Dogon Revisited:
http://www.ramtops.co.uk/dogon.html

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